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Dialoghi di linee e colori

 

 

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Sia le linee sia i colori possono intavolare un dialogo davanti agli occhi dell’osservatore. Nell’ora del tramonto le tinte fredde si congedano all’arrivo sereno delle tinte calde, creando contemporaneamente un contrasto e un’armonia. Al contempo linee orizzontali, verticali e diagonali si incrociano, si alternano e si contendono l’attenzione dello spettatore.

Tutto questo ovviamente non esiste nella realtà. Ma solo nella mente di chi desidera vederla così.

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Un quadro dipinto dalla natura.

Qualche volta la natura e l’ambiente ci propongono scenari che appaiono come dei quadri, senza alcun bisogno di essere ritoccati. Ma questo non significa necessariamente alla fortuna. Può anche voler dire aspettare con pazienza una giusta combinazione, nella quale la qualità della luce, la sua intensità, il gioco delle ombre e delle geometrie, l’assenza di elementi di disturbo generano l’equilibrio voluto. Magari restando un’oretta al freddo, ben coperti.dsc_2640

Il “punctum”

Nel suo famoso saggio “La camera chiara” Roland Barthes afferma:

“Non sono io che vado in cerca di lui ma è lui che, partendo dalla scena, come una freccia, mi trafigge. Io sono attratto da un “particolare”. Io sento che la sua sola presenza modifica la mia lettura, che quella che sto guardando è una nuova foto, contrassegnata ai miei occhi da un valore superiore. Questo particolare è il punctum (ciò che mi punge). Per quanto folgorante sia, il punctum ha, più o meno virtualmente, una forza di espansione. “

“Così il particolare che mi interessa non è, o per lo meno non è rigorosamente, intenzionale, e probabilmente bisogna che non lo sia; esso si trova nel campo della cosa fotografata come un supplemento che è al tempo stesso inevitabile, non voluto; esso non attesta obbligatoriamente l’arte del fotografo; dice solamente che il fotografo era là,oppure, più poveramente ancora, che non poteva non fotografare al contempo l’oggetto parziale e l’oggetto totale. La veggenza del fotografo non consiste tanto nel “vedere” quanto piuttosto nel trovarsi là.”dsc_1828

Simmetrie, linee, ritmi e colori

Spesso non occorre trovarsi in luoghi suggestivi e ricercati per trovare un soggetto fotograficamente interessante. Nella fattispecie, il posteggio seminterrato del supermercato Esselunga si è mostrato molto “disponibile”.

Per quanto riguarda le simmetrie, se il soggetto è perfettamente simmetrico è fondamentale mantenere dritta la fotocamera (o lo smartphone) e piazzarsi esattamente al centro, o la foto perderà il suo senso. Per quanto riguarda la foto con i carrelli, ammetto candidamente di avere piazzato i miei due sacchetti gialli in quel punto preciso, sia per dare una nota di colore che contrastasse con tutto il resto, sia per fare in modo che la diagonale tracciata dai carrelli conducesse lo sguardo in quel punto.

 

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Luci calde e luci fredde

Uno dei momenti migliori della giornata per fotografare è il crepuscolo, quando l’illuminazione artificiale si mischia con quella naturale, ancora presente. Questo determina una miscela di tinte calde e tinte fredde, che stimolano la reazione visiva, e generano un piacevole contrasto cromatico.

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Quel momento. Solo nei nostri occhi.

Quando ci concentriamo su soggetti in movimento, questi soggetti assumono una configurazione nello spazio/tempo in continuo mutamento. Ma quel mutamento assume un senso assolutamente unico in funzione di ogni singolo osservatore, del suo punto di vista, della focale che utilizza, e del momento in cui scatta. La combinazione di questi elementi fa sì che l’immagine che realizziamo sia unica e irripetibile. Solo qualcuno che si fosse trovato “esattamente” al nostro posto nello stesso momento, facendo le stesse nostre scelte di ripresa, avrebbe potuto coglierlo.

E in questa nostra scelta di ripresa sta il desiderio di cogliere il momento significativo di una situazione, nel quale contemporaneamente riusciamo a dare la nostra personale visione della realtà, con delle forme che risultino equilibrate e chiaramente osservabili.

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Regola dei Terzi – Una semplice applicazione

La scena si prestava facilmente alla costruzione secondo la regola dei terzi, sia in senso orizzontale sia in senso verticale,

gestendo la distanza dal soggetto, la lunghezza focale e il punto di vista, il soggetto principale è stato posizionato in basso a sinistra, e l’orizzonte è stato mantenuto nel terzo superiore dell’immagine. La diagonale disegnata da recinzione, sdraio e ombrelloni conduce lo sguardo verso il secondo soggetto nel terzo superiore dell’immagine.

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